1.Per prima cosa vorrei ribadire che “Amphilochia” è davvero un magnifico lavoro, ma voi siete soddisfatti del risultato ottenuto?
FM: Ti ringrazio per i complimenti. Da parte nostra, possiamo dire di essere molto soddisfatti, in quanto musica, testi e immagini ricalcano esattamente ciò che ci eravamo proposti di realizzare. In particolare siamo felici di essere riusciti a fondere in modo armonico ed equilibrato i momenti più oscuri a quelli più epici, creando così un cammino sinuoso in continua evoluzione e mutamento. Molto riuscito è, a nostro parere, l’uso delle tastiere, così come il suono delle chitarre che è risultato molto potente. La voce tagliente di Count David contribuisce a fare il resto.
2.Il vostro album continua il percorso già avviato con la precedente ottima tape “Solstitium” del 2004, ma con notevoli miglioramenti. Come è avvenuto questo passo in avanti?
FM: Sono passati tre lunghi anni dalla realizzazione di “Solstitium”, ed in questo ampio arco di tempo sono accadute molte cose. Studi e viaggi nel Mediterraneo sud-orientale ci hanno permesso di costruire una nostra Visione del Mondo, che è divenuta una fondamentale fonte di ispirazione nella composizione di musiche e testi di “Amphilochia”. Ritengo che la forza del nostro album sia proprio quella di essere uno sfogo di passioni, sentimenti e pensieri personali, maturati appunto grazie all’accumulo di queste esperienze. È questo l’elemento che mancava nel demo, il quale pur essendo musicalmente molto valido era tuttavia carente di spessore emozionale e concettuale.
3.Come ho detto in sede di recensione, il
vostro lavoro secondo il mio parere non ha punti deboli e le canzoni sono tutte di ottimo livello, ma voi quale tra tutte a quali siete più legati?
FM: Sento di poter affermare che “La Torre di Sette Torri”, “Notre Dame” e “Ars Naturae Ministra” sono i capitoli che racchiudono tutto ciò che sono i Fourth Monarchy. Questi tre brani mostrano tutte le diverse sfaccettature delle nostre anime, ovvero quella oscura, quella epica, quella malinconica, quella aristocratica. Ma d’altra parte questi aspetti si riscontrano anche negli altri brani, anche se in modo più velato.
4.Quali sono i gruppi a quali fate riferimento quando componete?
FM: Nella composizione abbiamo ormai imparato a seguire solo ciò che viene dalla nostra anima, senza più cercare riscontri da questa o da quella parte. Ovviamente, ci sono comunque bands che ci hanno ispirato in modo particolare nel corso di tutti questi anni. Sono però gruppi di un’altra epoca, e molti di essi sono ormai scomparsi o decaduti; per fare qualche nome cito: Diabolical Masquerade, Septic Flesh, Obtained Enslavement, Thy Serpent, Seth, Hecate Enthroned, i vecchi Cradle Of Filth.
5.Le liriche sono una parte fondamentale della vostra proposta musicale, volete parlarcene?
FM: L’impulso da cui sono nate le liriche è il disgusto per
la bestialità dell’uomo, il disprezzo per come gli uomini cedono alle proprie passioni senza nessuna guida morale, senza chiedersi se ciò sia giusto o sbagliato, senza chiedersi se, dopo la morte, verranno puniti per i loro comportamenti attuali. Nei testi si parla proprio di chi, resosi conto di tutto ciò, trova in Gesù Cristo la guida da seguire, in quanto Gesù è proprio colui che ha invitato ogni uomo a tirar fuori il buono che c’è in lui. Il pensiero del martirio e della morte in croce di Gesù è lo shock che può permettere ad un individuo di prendere coscienza della mostruosità dell’uomo, e spingerlo quindi a ricercare in primo luogo il bene nel mondo sensibile, e poi il Bene Assoluto.
6.Come sono state per ora le reazioni di stampa e ascoltatori a “Amphilochia”?
FM: Le reazioni sono state molto positive, cosa che ci ha fatto molto piacere in quanto non credevamo che un prodotto così “fuori-moda” e anticonformista come il nostro Amphilochia potesse incontrare dei pareri favorevoli. D’altro canto, nonostante la confezione ed il libretto del disco siano stati particolarmente curati sin nei minimi dettagli, ci siamo resi conto di come la passione per la ricerca del prodotto discografico inteso come oggetto d’arte, da possedere e conservare nel tempo, si stia progressivamente affievolendo in favore di un sempre più dilagante e sterile “download” su internet. Poche settimane dopo l’uscita ufficiale del disco, già alcuni siti dell’est Europa avevano piazzato il nostro album in rete, scaricabile per pochi centesimi di euro. Lo scandalo non sta tanto nel fatto che dei pezzenti facciano cose simili, ma piuttosto nel numero spaventoso di persone, anche in Italia, che si accontentano di un cd masterizzato di pessima qualità con copertina fotocopiata e privo di testi, immagini e significato visivo, invece di acquistare un prodotto originale.
7.Com’è nata la collaborazione con la vostra etichetta Helvete.ru?
FM: Direi quasi per caso. Dopo la registrazione del disco abbiamo contattato alcune case discografiche sottoponendo alla loro attenzione i nuovi brani. Alcune etichette, soprattutto italiane, non ci hanno degnato neppure di una risposta (chissà quali gravosi incombenti vi hanno impedito di spedirci almeno una mail di cortesia, piccoli sbruffoni senza futuro), altre ci hanno immediatamente inoltrato delle proposte concrete, e tra queste la proposta di Helvete.ru ci è sembrata la migliore, visto che saremmo stati la loro prima produzione e di conseguenza non avremmo dovuto aspettare troppo prima di vedere uscire il nostro cd. I ragazzi hanno molta voglia di fare, non hanno battuto ciglia innanzi alle nostre richieste ed anzi, ogni elemento che poteva migliorare il prodotto finale è stato da loro prontamente predisposto.
8.Cosa pensate della “scena i
taliana”? Si riuscirà mai a creare in Italia una scena degna di questo nome?
FM: Il mio personale punto di vista, che ricalca grossomodo quello di tutta la band, non può certamente dirsi ottimista. Nonostante i Fourth Monarchy siano un gruppo attivo solo dal 2002, i tre musicisti che li compongono militano nel mondo del metal estremo da molto, molto prima. Ognuno di noi tre ha vissuto e respirato l’aria occulta e misterica che circondava il Black Metal negli anni ’90, quando internet non esisteva e questo Mondo Nero era appannaggio di veramente poche persone. In quegli anni, i pochi gruppi esistenti erano parte di una sorta di Cerchio Mistico, e possedere una loro demo-tape era come custodire una reliquia. Ma soprattutto, quei vecchi gruppi italiani erano riusciti a concretizzare il vero significato del Black Metal, al contrario di molti loro colleghi europei. Occultismo, Cimiteri, Tombe aperte, Orrore, Paura, Irrazionale, Sangue di animali uccisi, Candele accese e Cappucci Neri. Questo ERA il grande Black Metal Italiano. Questa ERA la Scena Italiana. Vorrei nominare quei grandi Signori del Black Metal, ma preferisco mantenere la loro identità occulta per rispettare ciò che sono stati e ciò che continuano ad essere nelle nostre memorie. Al giorno d’oggi non esiste più niente di tutto questo. Salvo veramente poche band, il resto non lo considero. Ormai black metal non vuol dire più niente. Il black metaller medio dei giorni attuali è semplicemente un tizio con la maglietta bianco-nera di qualche gruppo sfigatissimo, la cui più grande ambizione è solamente quella di farsi le foto truccato da panda (oppure in mutande, se si tratta di una donna), per poi metterle su Myspace. Nel 1997, il Black Metaller era un Signore Nero.
9.I Fourth Monarchy non sono il vostro unico progetto musicale, volete parlarci anche dei vostri progetti paralleli?
FM: Non sono la persona più qualificata per rispondere a questa domanda in quanto è Count David a gestire questi altri progetti. Da parte mia, posso solo affermare che la realizzazione del primo full-lenght dei Dolcinian è stata temporaneamente sospesa nonostante i pezzi siano quasi pronti, mentre è da poco uscito il full-lenght album del progetto L’Ordre du Temple, in cui Count David ha dato vita ad atmosfere medievali e malinconiche le quali fanno da colonna sonora alla narrazione dei misteri legati all’Ordine del Tempio. L’album è la prima produzione della My Funeral Records, che mi sento di elogiare per l’impegno (anche economico) che ha dimostrato nella realizzazione di un digi-book sorprendentemente curato anche sotto l’aspetto grafico.
10.Cos’ha il futuro in serbo per i Fourth Monarchy? Avete già pianificato la realizzazione del vostro prossimo full-length?
FM: È probabile che il prossimo album riserverà molte sorprese. Siamo rimasti molto delusi da ciò che è accaduto al Black Metal negli ultimi anni, ovvero dalla diffusione smisurata a cui è stato sottoposto e dalla perdita di contenuti e significati che ha subito. Riteniamo che le chitarre distorte, la batteria veloce e lo screaming non siano più strumenti adatti a realizzare ciò che per noi è il Black Metal, perché essendo divenuti una moda e una consuetudine non sprigionano più l’oscurità che emanavano dieci anni fa. Perciò, utilizzeremo mezzi diversi per dare voce all’oscurità che è dentro di noi, e che continuerà ad essere in noi per sempre. In molti ci hanno già preceduto, e fortunatamente non sono stati capiti. Se anche noi non verremo capiti, allora il nostro obiettivo sarà stato raggiunto.
11.Grazie mille per l’intervista ed ancora complimenti per il vostro album. Chiudete come volete...
FM: Grazie a te per la disponibilità e lo spazio concessici. Vorrei concludere affermando che i Fourth Monarchy non vogliono avere niente a che fare con il processo di diffusione e massificazione del Black Metal iniziato ormai da alcuni anni.