Foglia caduta dai cuneesi Aivarim, autori per altro di un ottimo demo, quello dei ThearT è demo di nero metallo italiano per antonomasia. A prescindere dai testi cantati in italiano, molto ben decifrabili e udibili, i pezzi proposti sono ottimamente concepiti, senza puntare all’originalità e privilegiando una chiarezza espressiva senza propensioni a sonorità troppo marce e sporche. Si intuisce il carattere amatoriale e programmatico con cui è stato registrato September’s Song, ma spesso risulta essere un punto a favore, dando vigore agli spigolosi ed interessanti cambi di tempo in ‘Luld’ e ‘All’imbrunire della Notte’. Decadenza e cinismo si amalgamano per tutta la durata del Demo, nonostante si privilegino velocità abbastanza elevate, non si sfocia mai in estremi rovesci d’ira e violenza; le chitarre gracchianti e pastose tessono una trama compatta e sapientemente calibrata di drum-machine. Echi dei primi Darkthrone fanno spesso capolino, mentre aloni Burzumiani si intercettano nella conclusiva ‘…Indubbiamente il Buio Disorienta’, escursus introspettivo che evidenza ancora di più il carattere desolato e mesto di Semptember’s Songs. Un lavoro ben fatto quello di Tod, che manca però di quella pungenza e identità più elevata che lo avrebbero reso un Demo sopra le righe. |