Quando Exciter, Children of Bodom e Immortal (un po’ per rifarmi al profilo myspace di questo progetto) si incontrano nasce Der Henker e il loro album “Annihilation in Blasphemy” datato 2006. Che dire di quest’album... beh tante cose: partiamo innanzitutto con l’inquadrare un po’ il tutto. Il progetto nasce poco più di qualche anno fa, nel 2005 per la precisione, come progetto solista di Der Henker, ex-vocalist (da quanto so) dei “norvegesi” Massemord, gruppo che stimo moltissimo per il loro primo album, ma poi meglio stendere un velo pietoso a riguardo. Der Henker è un personaggio di cui non ho mai saputo nulla, contando anche il fatto che solo dopo non poco tempo venni a sapere che il singer su quel colosso di “Skogen Kaller” era un mio connazionale, più precisamente da Roma. La cosa mi incuriosì abbastanza, sarà anche il fatto che la figura di Warmachine ha sempre preso il posto centrale nei Massemord, ma da quel giorno non sapevo più se ritenere quest’ultimi un gruppo norvegese o italiano.. ma a parte il gossip costruito sopra, da quel giorno dovetti rivalutare un po’ le cose e soprattutto complimentarmi col suddetto Der Henker per la prestazione vocale data ai Massemord, che era presente ovviamente dal momento che l’album “Annihilation in Blasphemy” era il suo progetto solista. Forse sempre offuscato e da pochi conosciuto come il vocalist di uno dei gruppi che anni fa sembrava dover essere la rinascita del black norvegese, il romano s’è messo in proprio, ma i risultati a mio parere vacillano fin dalla prima canzone. Innanzitutto fin dal primo riff “Annihilation in Blasphemy” sembra un prodoto targato Massemord; per una persona ai primi ascolti sia dell’uno che dell’altro progetto, le due cose sono indistinguibili data la produzione praticamente uguale. Secondariamente, anche sul piano musicale, molti riff sembrano ripresi e rielaborati in questa chiave un po’ più thrash in certi frangenti. Insomma, a conti fatti quest’album non è nulla più che una brutta copia del già citato “Skogen Kaller”. Perchè brutta? Beh qua sta ad ognuno giudicarlo nel particolare, a me personalmente poco ha colpito di quest’album... per citare quelle che mi sono rimaste un po’ più “impresse” direi la terza “Inhuman Breed Of Death”, la quinta “Demonized” e la settima “Aa Drepe Og Skrike” dall’inizio molto thrash/power le quali presentano come riff portante una melodia orecchiabile che ascolto su ascolto un po’ rimane in testa. Ma la fondamentale pecca di quest’album è che è estremamente piatto! Ogni canzone alterna tre riff a farla grande e data l’uguaglianza spudorata di quest’album con “Skogen Kaller”, che ci aveva abituato a canzoni dalle strutture varie e ben articolate, qui il confronto non regge minimamente. Un album insomma che mi ha dato la forte impressione di esser stato fatto tanto per fare, che non trasmette nulla di ciò che un album black dovrebbe trasmettere; e per finire, nota di demerito in più per la bestemmia alla fine di “The End...” che supporta ancor più ciò che ho scritto due righe fa. E’ quindi per tutta questa serie di motivi che mi sento in dovere di stroncare in pieno quest’album. |