Di nuovo, si ritorna nel freddo Trentino con questo “I sentieri dell’Inverno”. Componente dei giovani (anche per età) Regna, Selvadegh è la mente di questo side project dal monicker Votum Deae. Senza indugi già dopo pochi secondi d’ascolto si è già immersi nella sostanza del demo. Prodotto strano, di difficile assimilazione anche per i più aperti di vedute. Il progetto musicalmente viaggia abbastanza vicino a ciò che ho potuto sentire sul demo Regna; produzione grezza, belle le chitarre soprattutto, peccato per la batteria programmata male, piattissima e assolutamente poco incisiva. Ma la vera sostanza che differenzia il progetto Votum Deae dal resto, è la prestazione vocale. Se oggi giorno si è abituati a sentire screaming di tutti i tipi nel black metal, la soluzione per evadere da ciò e innovare ancora è non cantare in screaming... o meglio, “cantare” urlando a voce normale, come fanno nelle piazze durante le manifestazioni. Ammiro Selvadegh per l’idea, ma boccio il risultato. Personalmente ritengo che cantare in tutte le canzoni, per tutta la loro durata, in questo modo è eccessivo; qua e là urla di questo tipo va ammesso che stanno anche bene; ma vogliamo mettere il possibile risultato che ne sarebbe uscito se sopra questa registrazione ci fosse stato uno screaming marcio e malato come il vecchio Werewolf ben insegna? Non boccio comunque il demo per la sostanza musicale; inferiore a ciò che ho sentito su “Ritorno al Sentiero” ma nel complesso non è stato un brutto ascolto sul piano compositivo; la prima “Forza Interiore” (miglior traccia del dischetto) non è niente male, anzi, gradevole, così come per la quarta “Il Guerriero”. Difficile da apprezzare in pieno, belle certe sfumature, molto altre invece no... mah vedremo gli sviluppi futuri, per ora è rimandato a settembre. |