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Abnader

HomSelvareg - HomSelvareg
 
Formato: Cd
Tracklist:
Anno: 2008 01. Prologo: Il Canto della Foresta
02. Capitolo I: Nelle Alpi
03. Capitolo II: HomSelvareg
04. Capitolo III:La Caccia
05. Capitolo IV: Fuge del Selvaggio
06. Capitolo V: Agonia
07. Capitolo VI: La Morte
08. Capitolo VII: Ascesa
09. Lend your Heart to the Night
10. The Triumph Hymn
11. Misanthrope
Label: De Tenebrarum Principio
recensione:
Il mito alpino dell’ “hom selvareg”, in una personale interpretazione dei fatti, viene raccontato da questa band comasca dal monicker appunto “HomSelvareg”. Album uscito tre anni fa, autoprodotto in 500 copie e ristampato da poco dalla nuova De Tenebrarum Principio, etichetta gemella della più famosa ATMF. Album d’esordio per il gruppo, che tramite sette capitoli più prologo racconta la vita degli uomini nelle alpi, la caccia e l’uccisione del Selvaggio, che con la morte si riconcilia alla natura per vendicarsi, sterminando la popolazione umana che lo ha ucciso; un sostanziale racconto appoggiato alle nostre leggende alpine di questa bestia dei boschi. Il tutto comunque viene ampiamente spiegato nel booklet del CD. Fatta questa piccola premessa lirica, si parte: si parte bene con la sostenuta “Nelle Alpi”. Seguono poi un paio di brani discreti: l’omonima “HomSelvareg” e “La Caccia”. Nota positiva per la quinta “Fuga del Selvaggio”, canzone di più spicco di tutto il cd, che regala un entusiasmante riff a metà canzone e ottimi passaggi fino alla fine. Break acustico molto suggestivo viene offerto con la successiva “Agonia” per poi sfociare negl’ultimi due brani: “La Morte”, altra canzone discretamente valida di otto minuti e poco più, e “Ascesa”che riesce a regalare alcuni bei passaggi al proprio interno. In aggiunta a ciò, la versione DTP regala tre tracce riprese dal primo demo ovvero tre canzoni legate alla tradizione più classica del black metal con riffing più derivativo, produzione grezza e liriche in inglese. Detto ciò è lecito tirare le somme su questo disco: sicuramente ben fatto, buona produzione, nel complesso pulita e professionale, tralasciando le tracce del demo ovviamente, e gradevole il folkloristico concept lirico. L’unica cosa che non fa questo disco una perla imperdibile è il fatto di non essere musicalmente eccezionale; al di là di “Fuga del Selvaggio” e di “Ascesa”, la sostanza offerta è buona ma non superba, nel senso che poche volte sorprende e quasi mai riesce a spingersi più in là di un confine che rende le canzoni buone, eccetto per i due brani sopra citati. In ogni caso, per dirla in tre parole: complimenti, Buon Disco!

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